Intervista a Marco Belinelli

Durante la preparazione del suo video promozionale per Programma il Futuro, l'agenzia di comunicazione del progetto ha intervistato Marco Belinelli, il primo cestista italiano ad aver vinto un titolo NBA.

foto di Marco Belinelli

Dopo un anno a Sacramento, dove hai vissuto non poche difficoltà, questa stagione inizierai una nuova avventura con i Charlotte Hornets, la squadra il cui proprietario è Michael Jordan. Come affronti questa nuova sfida?

Marco Belinelli: Ho vinto un anello, ho vinto il titolo del tiro da tre nell’All-Star Game nel 2014, ma questi sono solo alcuni passi che ho fatto nella mia carriera. Sono importanti, ma mi sento sempre in crescita. Con i Charlotte Hornets avrò un'ulteriore opportunità per realizzare ancora tanto.

Che significa per un professionista dello sport apprezzato come te aver cura della propria immagine?

MB: Vuol dire essere consapevoli di essere sempre sotto i riflettori ed essere un esempio per i ragazzi più giovani. È una responsabilità, che però mi prendo con grande orgoglio. È fondamentale non dimenticare mai le tue origini, avere sempre vicino la famiglia e le persone che sono cresciute con te. Bisogna sapersi circondare di professionisti competenti e di persone che sappiano tirare fuori da te sempre il meglio. E per me queste persone sono imprescindibili.

Pensi che l’atleta abbia delle responsabilità di tipo sociale?

MB: Sì, assolutamente. Quando arrivi ad un certo livello non puoi pensare di non curarti dell’esempio che dai. Noi sportivi siamo quasi degli “eroi” per i ragazzi e per gli appassionati. Dobbiamo sfruttare questo ruolo per dare messaggi positivi, per realizzare progetti importanti. La nostra carriera prima o poi finisce, ma quello che riusciamo a costruire rimane nel tempo.

Negli anni hai scelto di sostenere diverse campagne con finalità benefiche e solidali. Cosa hai apprezzato nelle iniziative che hai supportato?

MB: Come potrete immaginare ricevo tante richieste, è davvero difficile districarsi. Io ho scelto di sostenere poche realtà ma con continuità. Partecipo ad iniziative in cui credo e che forniscono un aiuto concreto a bambini e ragazzi. Cerco di aiutare anche mettendo all’asta i miei “cimeli”, come scarpe, magliette. Come ho fatto per l’associazione Dynamo Camp, che supporta le famiglie di bimbi con gravi patologie e permette loro di condividere delle belle esperienze, nonostante i problemi. O, ancora, per il CESVI, associazione che opera per sviluppare la cultura della solidarietà mondiale e che realizza progetti operativi nel mondo. Quest’anno ho anche partecipato ad una raccolta fondi per Medici senza Frontiere per la terribile situazione che vivono le popolazioni che scappano dalla guerra.
Poi, ovviamente, ho aiutato le scuole di San Giovanni in Persiceto e mi sono emozionato quando ho potuto vedere con i miei occhi il risultato. San Giovanni in Persiceto mi ha dato tanto, è giusto restituire.

Programma il Futuro, progetto con finalità educative e sociali nel settore dell'informatica, ti ha chiesto di far parte della squadra dei loro testimonial. Cosa ti ha spinto ad accettare?

MB: Sono stato di recente nella mia vecchia scuola a San Giovanni in Persiceto per un allenamento, mi hanno parlato del progetto, ne sono tutti entusiasti. Dare un indirizzo a tutti i ragazzi, che sono il futuro, rendendoli attivi e capaci, è certamente un’azione di responsabilità sociale. Quindi, ho aderito con molto piacere, anche perché vedo una somiglianza tra la programmazione informatica ed il lavoro dell'allenatore: è quello che spiego nel video promozionale che ho realizzato con Programma il futuro. Questo progetto sta portando avanti un compito fondamentale per il futuro dei ragazzi.

Per molti dei colleghi italiani, e ancor più per i giovani che si avvicinano o praticano il basket, sei una figura di riferimento. Quale messaggio ti senti di dare?

MB: Quello che dico sempre è una citazione che ho preso da Muhammad Ali: la volontà deve essere più forte del talento. Così riuscirete a raggiungere i vostri obiettivi. Non dovete mai mollare né farvi scoraggiare da chi non crede in voi. Andate avanti per la vostra strada e dimostrate a tutti il vostro valore.

Per l’intervista e la foto si ringrazia l’agenzia HUB.


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